La solidarietà sa costruire ponti anche tra territori lontani. È il caso dell’Avis di San Gavino Monreale, in Sardegna, che ha deciso di sostenere la raccolta fondi promossa da Avis Provinciale Brescia per acquistare la prima autoemoteca del territorio bresciano. Un gesto che nasce dall’amicizia, ma soprattutto dalla consapevolezza che ogni nuovo donatore può fare la differenza nella vita di chi aspetta una trasfusione. Per tutto il mese di luglio, la sezione sarda destinerà 10 euro alla campagna per ogni donazione di sangue effettuata dai propri soci, trasformando ogni gesto di generosità in un aiuto concreto per il futuro del dono.
L’autoemoteca rappresenta infatti molto più di un mezzo attrezzato. È uno strumento capace di portare l’Avis là dove le persone vivono, studiano e lavorano, abbattendo distanze e ostacoli. Grazie agli spazi dedicati a visite mediche, colloqui ed esami preliminari, potrà entrare nelle scuole, nelle aziende e nei luoghi di aggregazione, avvicinando soprattutto i giovani al mondo della donazione.
UN’AMICIZIA NATA NEL MOMENTO PIU’ DIFFICILE.
Dietro questa iniziativa c’è una storia di amicizia e collaborazione. Come racconta il presidente dell’Avis di San Gavino, Diego Cotza, tutto nasce durante il periodo della pandemia, quando la sezione sarda e quella di Pavone Mella-Cigole, entrambe molto attive sui social, iniziano a confrontarsi e condividere idee per continuare a promuovere la cultura del dono nonostante le restrizioni.
Da quell’affinità nasce un gemellaggio che rafforza il legame tra le due realtà e l’amicizia con Francesco Piovani, allora presidente della sezione bresciana e oggi alla guida di Avis Provinciale Brescia. Quando prende forma il progetto dell’autoemoteca bresciana, per San Gavino aderire è una scelta naturale.
“Investire in strumenti capaci di aumentare il numero dei donatori, spiega Diego Cotza, significa rafforzare l’intero sistema trasfusionale. Un tema particolarmente sentito in Sardegna, regione che non riesce ancora a raggiungere l’autosufficienza e che ogni anno riceve importanti quantità di sangue provenienti da altre regioni, Lombardia in testa. Collaborare e fare rete, sottolinea, è l’unico modo per garantire cure a chi ne ha bisogno”.
LA TESTIMONIANZA DI CHI VIVE GRAZIE ALLE TRASFUSIONI.
A dare ancora più valore all’iniziativa è la storia di Eloisa Abis, tesoriera dell’Avis di San Gavino e componente della locale commissione scuola. Eloisa convive con la talassemia da quando aveva appena nove mesi. Una patologia questa molto diffusa in Sardegna, si contano almeno 1600 persone colpite. Un tempo chi soffriva di talassemia non arrivava ai quindici anni: oggi Eloisa, grazie alle trasfusioni che riceve ogni due settimane, di anni sta per compierne cinquanta. E quando ci pensa affiora spontanea e commovente una frase “Io mi sento amata da chi dona il sangue”.
Non può essere donatrice Eloisa Abis, ma tredici anni fa ha contribuito a fondare la sezione Avis di San Gavino proprio per restituire, attraverso il volontariato, il bene ricevuto da migliaia di donatori anonimi. «Essere in Avis è il mio modo di dire grazie.»
L’AUTOEMOTECA COME STRUMENTO PER IL FUTURO.
Eloisa conosce bene anche il valore dell’autoemoteca. A San Gavino, infatti, quella dell’Avis Provinciale di Cagliari entra periodicamente negli istituti scolastici, permettendo agli studenti di conoscere l’associazione, effettuare i colloqui e gli esami preliminari e avvicinarsi alla donazione.
Per questo guarda con entusiasmo al progetto bresciano. Portare l’Avis direttamente nei luoghi dove i giovani studiano e vivono significa rendere il dono più visibile, abbattere le barriere e costruire una nuova generazione di donatori.
La raccolta fondi di Brescia diventa così molto più di un progetto locale. È un esempio di come la solidarietà possa creare legami capaci di attraversare il mare e trasformarsi in un beneficio concreto per tutti.

UN GEMELAGGIO CHE GUARDA AL FUTURO.
A sottolineare il valore di questo legame è anche il presidente di Avis Provinciale Brescia, Francesco Piovani. “Ci siamo conosciuti durante il periodo del Covid, quando ero presidente dell’Avis di Pavone Mella-Cigole. In quei mesi è nato un contatto che si è trasformato prima in amicizia e poi in un vero e proprio gemellaggio. Un rapporto consolidato anche da una visita della delegazione sarda a Brescia, durante la quale è stata presentata l’organizzazione della sede provinciale e dell’unità di raccolta”.
Ma lo scambio, sottolinea Piovani, è sempre stato reciproco. “Noi abbiamo condiviso la nostra esperienza, ma allo stesso tempo abbiamo imparato molto da loro. L’Avis di San Gavino utilizza già un’autoemoteca e proprio dalla loro esperienza abbiamo tratto spunti preziosi per il progetto che oggi vogliamo realizzare a Brescia”.
Per Piovani, il sostegno arrivato dalla Sardegna rappresenta l’essenza dello spirito avisino. “Il loro contributo alla raccolta fondi nasce da un autentico spirito di collaborazione, di lavoro in rete e di mutuo aiuto. È la dimostrazione che, pur essendo lontani geograficamente, condividiamo gli stessi valori e lo stesso modo di vivere l’associazione. In vista del centenario di Avis Nazionale, questa amicizia tra sezioni così distanti è un segnale concreto di speranza per il futuro e per tanti anni ancora di impegno comune al servizio della vita e della comunità”.
