Nella sede di Avis Provinciale Brescia si è svolto un incontro di sensibilizzazione dedicato alla comunità bengalese, promosso insieme all’associazione Lingua Madre e a diverse realtà associative bengalesi attive in città e provincia.

Chiaro l’obiettivo: promuovere la cultura della donazione del sangue e, allo stesso tempo, rafforzare i percorsi di inclusione e partecipazione attiva delle comunità straniere presenti sul territorio.

UNA SFIDA CHE PARTE DAI DATI.

L’evento nasce anche da un’analisi emersa dai project work realizzati da alcuni istituti superiori della provincia all’interno di un progetto di Avis Provinciale, che ha evidenziato la forte discrepanza tra la presenza di cittadini di origine straniera in territorio bresciano e la loro partecipazione alla comunità come donatori di sangue.

Un dato che ha spinto Avis a interrogarsi su come rendere la donazione sempre più accessibile e rappresentativa della composizione reale della comunità.

“Tra i nostri obiettivi, ha dichiarato il presidente di Avis Provinciale Brescia, Francesco Piovani, c’è quello di coinvolgere sempre più i residenti di origine straniera, valorizzandone il contributo anche nel volontariato e nella donazione”.

LA COLLABORAZIONE CON LINGUA MADRE.

Fondamentale in questo percorso è la collaborazione con l’associazione Lingua Madre, impegnata nell’integrazione linguistica e sociale dei cittadini stranieri.

Un’alleanza nata dalla condivisione di valori comuni: solidarietà, partecipazione e cittadinanza attiva. L’obiettivo non è solo sensibilizzare alla donazione, ma anche favorire la conoscenza della lingua italiana, elemento necessario per accedere al percorso di donazione.

Lingua Madre ha per queste ragioni accolto con entusiasmo l’iniziativa, sottolineando il valore sociale del progetto. La donazione del sangue viene infatti vista come un gesto che va oltre la solidarietà: un atto di cittadinanza attiva, perché comunità significa non solo ricevere ma anche donare.

“Siamo soddisfatti della risposta della comunità bengalese, ha spiegato il presidente dell’associazione Lingua Madre Kawsamuzzaman Mohammed, e auspichiamo che questa esperienza possa essere replicata con altre comunità del territorio”.

LINGUA E INCLUSIONE: UN PASSAGGIO FONDAMENTALE.

Un aspetto centrale della collaborazione riguarda la normativa che prevede la comprensione dell’italiano scritto per diventare donatori. In questo senso, i percorsi linguistici diventano strumenti fondamentali non solo per l’integrazione, ma anche per l’accesso consapevole alla donazione.

Le attività congiunte tra associazioni e i corsi di italiano rappresentano quindi un ponte concreto tra inclusione sociale e partecipazione civica.

UNA SOLIDARIETA’ CHE UNISCE.

Al termine dell’incontro è emerso un messaggio condiviso: la solidarietà è un linguaggio universale che unisce culture diverse. La donazione del sangue diventa così un simbolo di comunità, capace di superare barriere linguistiche e culturali.

“I valori che ci uniscono affondano le radici nella solidarietà, ha concluso Piovani, e da qui dobbiamo continuare a costruire dialogo e partecipazione. Il messaggio di Avis è un ponte tra culture diverse, unite da un gesto semplice ma fondamentale come il dono”.

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