“Doveva, inizialmente, essere un’ APP. Poi, dal confronto con i ragazzi di Avis di altre città, è nato il nostro progetto di servizi e sostegno”.

“Hack the Map” Hackathon 2024.

Roma 20-21 luglio – sfida aperta e vinta da due giovanissime avisine bresciane, in gara nel contest proposto dalla Consulta Nazionale Avis Giovani. L’evento promosso aveva l’obiettivo di stimolare i partecipanti alla riflessione e alla creatività: per questo la sfida consisteva nel dar vita, in un tempo limitato (24 ore ininterrotte), a un progetto di larga utilità. Il tema? Il benessere emotivo, mentale e relazionale.

Tra i 10 team in competizione si è distinto quello di cui facevano parte le nostre Chiara Renis e Fatou Ndiaye che insieme ai “colleghi” (Giulio Barco, Federico Minori e Stravos Rizzo) di altri gruppi giovani Avis, ha proposto “Spazio Sicuro”, aggiudicandosi il premio della giuria e la possibilità di vedere realizzato il progetto.

Un’idea concreta.

Lo “Spazio Sicuro” sarà un luogo fisico, all’interno delle sedi AVIS, in cui i giovani possano trovare sostegno di specialisti, sentendosi liberi di aprirsi per affrontare le loro difficoltà relazionali, anche confrontandosi tra loro.
“Per il momento – precisa Chiara Renis – siamo nella fase di studio di fattibilità del progetto. In contatto col Nazionale, stiamo pensando alla reperibilità degli spazi e cercando di mettere a punto un prototipo del progetto”. L’obiettivo è quello di esportarlo su tutto il territorio nazionale. “Ma come primo passo, vorremmo preparare un modulo da rendere disponibile online e sui social dei gruppi giovani delle varie Avis per capire il bacino di affluenza dell’Associazione. L’idea è quella di dare un supporto a chiunque soffra di disturbi alimentari, problemi psicologici o solitudine, attraverso la terapia di gruppo e sedute con gli psicologi. Facendo conoscere questo progetto, speriamo anche di coinvolgere più persone possibili nel mondo del volontariato, nell’attività dell’Avis e nelle donazioni. Chissà che, magari, non trovino così uno scopo nella vita, uno stimolo”.
L’aggregazione e la condivisione sono il solido sottofondo dello “Spazio Sicuro”.
“Purtroppo molti giovani sono chiusi in se stessi e in questi spazi potrebbero essere incentivati a essere più partecipativi, creativi e attivi”, aggiunge Fatou.

Insomma un bellissimo progetto, che non vediamo l’ora di vedere realizzato.

In foto il gruppo vincitore.

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