Sessant’anni di storia, 450 donatori attivi e una presenza che continua a lasciare il segno nel territorio. Nel 2026 l’Avis di Coccaglio ha festeggiato il traguardo dei sessant’anni dalla fondazione, confermando la propria capacità di rinnovarsi senza perdere il legame con i valori che l’hanno fatta nascere.
Alla guida della sezione c’è Elena Bariselli, al secondo mandato, affiancata da un consiglio dinamico e motivato. Tra loro il vicepresidente Andrea Facchi, che sei anni fa le ha passato il testimone della presidenza. Una squadra che guarda con attenzione anche ai tanti giovani donatori, protagonisti attivi della sezione e risorsa preziosa per il futuro associativo.
Mesi di iniziative e partecipazione.
La celebrazione ufficiale del 6 giugno è stata il punto d’arrivo di un percorso iniziato già a marzo. Spiedi di beneficenza, camminate, tornei sportivi e una partecipata serata dedicata all’alimentazione dello sportivo hanno coinvolto non solo i cittadini di Coccaglio, ma anche molte persone dei comuni vicini.
Spazio anche alla solidarietà e alla condivisione grazie alla collaborazione con l’associazione Pastello Bianco e a una domenica di burraco che ha permesso di finanziare una serata musicale in piazza con il Number One, durante la quale sono stati premiati i donatori tra i 18 e i 35 anni.
L’arte racconta il valore del dono.
Tra gli appuntamenti più significativi la mostra “Aldilà della cornice”, allestita dal 2 al 14 giugno. Un percorso tra sculture e dipinti della collezione Avis Provinciale, alla quale hanno donato due propri quadri le artiste coccagliesi Rosa Gozzini e Adriana Pedrinelli.

Particolarmente toccante la presenza dell’opera “Donare è vita”, realizzata anni fa dall’allora giovanissima Laura Gandini, scomparsa poi prematuramente a 39 anni. La tela è stata trasformata in un pannello destinato a entrare anch’esso nella collezione Avis, affinché il suo messaggio e il suo sorriso continuino a parlare alle generazioni future.
Un anniversario che lascia tracce.
Emozionante anche l’incontro “La strana coppia” con Antonio Savoldi e Mauro Bernardi, dedicato al significato della vita e alla capacità di affrontare le prove più difficili.
Il 6 giugno sono stati inoltre inaugurati un defibrillatore, portato all’esterno dell’oratorio così da essere disponibile per tutta la comunità, installato grazie alla famiglia di Carlo Camoni, al quale è stata riconosciuta la presidenza onoraria, e un ulivo nella piazza della chiesa: un monumento vivo dedicato ai donatori di ieri, di oggi e di domani, offerto da una famiglia che ha perso una figlia per la leucemia.
Due gesti che raccontano l’essenza di Avis: trasformare il dono in una presenza concreta, capace di continuare a generare speranza e vita.

