“La città di Brescia è stata scelta, per la prima volta, per ospitare i lavori dell’Assemblea Nazionale. Una sfida impegnativa per la quale ci siamo fatti trovare pronti, anche nell’ospitalità che abbiamo riservato ai delegati e loro accompagnatori arrivati sin qui. Abbiamo pure avuto modo di mostrare loro le bellezze di questa città.”
Nelle parole del Presidente dell’Avis Provinciale di Brescia Francesco Piovani è vivo l’orgoglio per aver accolto, dal 23 al 25 maggio, l’Assemblea Generale dell’Avis, cornice nella quale l’ associazione ha potuto tirare un bilancio dell’attività svolta e disegnare la strada verso i traguardi del futuro.
Un migliaio i delegati giunti un po’ da tutta Italia e che hanno dato il proprio contributo alla tre-giorni di lavori tenuta al Brixia Forum di via Caprera.
ASSOCIAZIONE E DONAZIONI IN CRESCITA
A colpire positivamente i numeri, tracciati nelle relazioni degli intervenuti. L’Avis a livello nazionale conferma un trend in crescita che va oltre le più rosee aspettative, recuperando e soprattutto superando i livelli pre-pandemia. Il numero degli iscritti, per esempio, alla fine del 2024 era di 1.311.775 unità, dato superiore a quello del 2019. Risultato straordinario, è stato detto, accompagnato anche dal record di donazioni che ha superato quota due milioni. La plasmaferesi continua la propria crescita esponenziale con tanto di ulteriore record per la quantità di plasma conferito alla produzione di medicinali insostituibili per la cura di numerose patologie, oltre 900mila chili.
Questi numeri, ha dichiarato il bresciano Gianpietro Briola, Presidente Nazionale uscente di AVIS, dimostrano come l’associazione sia solida e guardi al futuro con ottimismo, forte dell’unità e della generosità di migliaia di donatori che ogni giorno contribuiscono al benessere collettivo.
OBIETTIVI PER IL PROSSIMO FUTURO
“I risultati raggiunti sin qui, pur molto positivi, non devono però far abbassare la guardia“, ha aggiunto Briola, “basti ricordare l’emergenza della recente pandemia“. “I primi obiettivi per i quali lavorare insieme, ha spiegato, sono il raggiungimento dell’autosufficienza dei farmaci plasmaderivati, e l’aumento dei donatori più giovani, unica via per favorire quel ricambio generazionale sempre più necessario in una società segnata dal costante invecchiamento demografico”.
Due punti per i quali l’Avis Provinciale di Brescia sta lavorando da tempo: “L’autosufficienza per il plasma, ricorda Francesco Piovani, è una sfida complessa e credo che qui da noi ci vorranno alcuni anni per raggiungerla. Noi ci stiamo impegnando a fondo, basti pensare anche all’investimento nel Centro di Cunettone di Salò. I numeri stanno aumentando velocemente ma il tema va oltre la raccolta e tocca anche questioni organizzative legate alla lavorazione del plasma, che non dipendono da noi. Per quanto riguarda, poi, la necessità di avvicinare i giovani al mondo Avis, il Progetto Scuola con l’Università Cattolica è il nostro fiore all’occhiello: molti in Italia vorrebbero copiarlo.”
