Sabato 19 ottobre l’Avis Provinciale ha presentato il Bilancio Sociale, relativo all’impegno profuso nel corso del 2023.

Negli spazi della Cantina Contadi Castaldi di Adro insieme a molti ospiti e amici dell’Avis, si è compiuta un’analisi di quanto prodotto dall’Avis Bresciana, in termini di iniziative, ma è stata anche un po’ la celebrazione dei legami intessuti ancor più saldamente sul e con il territorio. Fermo restando l’obiettivo principale di divulgare l’attività primaria, ovvero quella della raccolta del sangue, l’intento è anche quello di diffondere il valore del dono, fin dalla più tenera età.
Per questo, nel corso della mattinata, è stato anche presentato il Progetto Scuola attraverso il quale si continuerà ad incontrare i più giovani, dalla scuola dell’infanzia fino alle scuole superiori.

Avis e territorio è il binomio che caratterizza ogni capitolo del bilancio sociale, grazie ai legami e alle collaborazioni con realtà istituzionali e del mondo dell’associazionismo. Dopo i saluti iniziali, portati dal consigliere della Comunale di Adro, Roberto Facondo, dall’ Assessore alle Associazioni, Turismo, Innovazione e Sicurezza del Comune di Adro, Giordano Colleoni, ecco l’intervento di Artemio Trapattoni, Presidente dell’Avis Provinciale di Bergamo. Egli ci ha tenuto ad evidenziare la proficua collaborazione con la nostra realtà, soprattutto nell’organizzazione di iniziative comuni e parallele – su tutte la Donor Week – in occasione dell’anno di Bergamo e Brescia Capitali della Cultura.

È stato, poi, il Presidente Provinciale dell’Avis Bresciana, Gabriele Pagliarini, a porre l’accento su numeri e iniziative che hanno messo in evidenza il buono stato di salute dell’associazione, con i suoi 200 collaboratori, tra dipendenti, medici, infermieri, segretari, tecnici di laboratorio e autisti, e con 37.311 volontari, di cui 36.084 donatori di sangue e i restanti donatori di tempo.
Prezioso l’apporto dei giovani impegnati nel Servizio Civile Universale. Alcuni dei quali entrati nell’organico Avis.
Corale l’impegno, innanzitutto per la raccolta del sangue, che vede la crescita dei nuovi donatori, il 9,6% nei centri raccolta ospedalieri e il 29, 35% nelle Unità di Raccolta associative. L’incremento della raccolta del plasma resta una delle priorità.

Avis e le altre realtà.

Fondamentale è anche avvicinare all’Avis nuovi soci. Le iniziative di divulgazione e sensibilizzazione si sono moltiplicate, anche grazie al lavoro del Gruppo Giovani Avis Provinciale, particolarmente attivo. Ci sono state campagne mediatiche, come quella realizzata con Metro Brescia, e anche mostre, come “Perché la vita” con l’esposizione delle fotografie di Emanuela Podda per raccontare storie di donne che hanno vissuto il difficile percorso del cancro ovarico. Le collaborazioni sul territorio hanno rafforzato il rapporto con l’Associazione Donatori Nati della Polizia di Stato e con la Scuola di Polizia di Brescia. Particolare è stata l’intesa con la BCC Brescia che ha supportato economicamente l’Avis e ha istituito conti correnti dedicati per donare ulteriori fondi e reclutare, anche tra i dipendenti, nuovi donatori.

Nel corso della mattinata hanno poi portato il loro saluto i rappresentanti delle realtà con cui si rapporta quotidianamente l’Avis, a cominciare da Massimo Paderno, per l’Ordine delle Professioni Infermieristiche, e poi Enrico Burato, Direttore Sanitario degli Spedali Civili, Camillo Almici, Direttore del Simt degli Spedali Civili e Camilla Vezzoli responsabile del Simt dell’ Asst Franciacorta.
Sono seguiti gli interventi di saluto dei rappresentanti di Admo Lombardia, Diego Colombo, dell’AIL, Franca Filippini, e Vittoria Mensi, per Aido.

Il Progetto Scuola nel 2023.

Guardando al futuro, il comune denominatore degli interventi è stato il coinvolgimento dei giovani. Un coinvolgimento per il quale Avis lavora alacremente, come ha spiegato in conclusione Emanuele Serrelli, docente di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica e coordinatore del Progetto Scuola, messo a punto con CESVOPAS, il centro studi sul volontariato e la partecipazione sociale dell’ateneo. Circa 12 mila i bambini e ragazzi incontrati nello scorso anno scolastico per spiegare loro la solidarietà e l’attività dell’Avis, modulando il linguaggio e la proposta di lavoro, a seconda dell’età.

Alla fine della mattinata il brindisi ai nuovi progetti e alle nuove sfide per il futuro.

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