Il coraggio di un primo passo.

Lorenzo e Manuela hanno scelto di festeggiare il loro diciottesimo compleanno in un modo speciale: non con una festa o un regalo, ma con un gesto che parla di responsabilità e speranza. Il 25 e il 28 novembre, rispettivamente, hanno varcato la porta dell’Avis per iscriversi come donatori. Un passo semplice, ma che pesa quanto una promessa.

Una tradizione che scorre nel sangue.

Per Lorenzo Albini, l’Avis di Molinetto è casa da sempre. Suo papà Leonardo dona da una vita, e lo stesso fanno gli zii: quattro esempi solidi, silenziosi, quotidiani.
Primo di otto figli, Lorenzo sognava da tempo il suo turno.
Così, la mattina del compleanno, ha saltato la scuola per andare a fare il prelievo al centro di raccolta di Brescia. Poi di corsa in ospedale a trovare il nonno, molto malato, giusto in tempo per salutarlo un’ultima volta. Il giorno dopo i professori, saputo il motivo dell’assenza, gli hanno detto “bravo”: una sola parola, ma che si apre su un animo sensibile e generoso.
Ora Lorenzo cerca di coinvolgere amici e compagni: «Mi piace l’idea di poter aiutare qualcuno che ne ha bisogno. Magari, un giorno, potrebbe servire a me».

Quando l’esempio diventa eredità.

Anche Manuela Colosio è cresciuta dentro l’Avis. Suo papà Italo è stato presidente per nove anni della sezione di Calvisano e lei, fin da piccola, è sempre stata al suo fianco nelle iniziative organizzate in paese. È la più giovane di cinque figli, già una sorella si è iscritta all’Avis, e la mamma è felice che anche lei l’abbia fatto: questa scelta, le ha detto, è segno di grande maturità.
Il desiderio era tale che non ha voluto aspettare un solo momento oltre il dovuto: il giorno del suo diciottesimo compleanno non è andata a scuola ma si è precipitata a iscriversi all’Avis e a fare gli esami di rito. Adesso sta già provando a convincere gli amici più cari, incoraggiandoli a superare le paure. Il suo sogno non è solo donare: vuole essere volontaria e crescere nell’associazione, magari un giorno anche assumere ruoli organizzativi.

Piccoli gesti, grande speranza.

Manuela lo ripete spesso: «Donare non fa male, non richiede impegno e salva vite. Poco sforzo per tanta speranza».

È questo il messaggio che Lorenzo e Manuela portano con sé: il dono più grande nasce dal coraggio. E cambia la vita. Di tutti.

 

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