Si è accesa una nuova scintilla nel percorso dell’Hackathon promosso da Avis Provinciale, un’iniziativa che va ben oltre la semplice formazione interna. È stato un momento di condivisione, di collaborazione autentica, dove l’ascolto attivo ha trasformato le differenze in valore e la sinergia in progettazione concreta.
Dopo una prima fase partecipatissima, era il 17 gennaio, con circa sessanta persone coinvolte e sei progetti emersi, la seconda tappa ha rappresentato un passaggio decisivo: affinare, approfondire, dare forma.
La forza delle differenze.
Una trentina di partecipanti ha preso parte a questo secondo momento. Volti, esperienze, percorsi diversi, ma un’unica direzione: far crescere Avis e portarne più lontano i valori.
Tra loro, Clara Tanghetti, del GAP, Gruppo Giovani Avis Provinciale, che racconta un clima tutt’altro che scontato: entusiasmo vivo, energia condivisa, partecipazione reale. Non era solo un “secondo incontro”, ma un passo avanti costruito insieme.
La diversità, spesso vista come ostacolo, qui si è rivelata una risorsa preziosa. Ogni contributo ha trovato spazio, ogni idea è stata ascoltata. È proprio da questo intreccio di voci che è nato un affiatamento profondo, alimentato da una motivazione comune: diffondere il messaggio di Avis con ancora più forza.
Progetti che nascono dal basso.
Due dei sei progetti iniziali sono stati scelti per essere sviluppati: uno dedicato allo sport e uno al mondo delle imprese. Non semplici idee, ma percorsi costruiti collettivamente, senza protagonismi né competizione.
“È stato come se quei progetti fossero davvero nostri”, racconta Clara. Nessuna prevaricazione, ma un continuo confronto capace di arricchire e rafforzare ogni dettaglio. Il risultato? Progetti più solidi, più completi, più pronti a diventare realtà.
Avis e il cambiamento che arriva.
Nel gruppo dedicato alle aziende, nel quale era impegnata Clara, è emersa con forza la visione di un’Avis capace non solo di stare al passo, ma di anticipare i tempi. Il legame con i temi ESG e la possibilità per le imprese di migliorare il proprio impatto sociale attraverso la collaborazione con Avis rappresentano una prospettiva concreta e innovativa.
È qui che l’associazione dimostra la sua lungimiranza: inserirsi nei cambiamenti in atto e diventarne protagonista.
Metodo e concretezza.
Un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche gli esperti della Cattolica, il cui metodo è stato percepito come efficace, concreto, orientato al risultato. Non teoria, ma strumenti utili per trasformare idee in azioni.
Un approccio che ha dato ritmo al lavoro e valore ai contenuti, rendendo ogni momento produttivo.

Uno sguardo che unisce.
I progetti, una volta pronti, saranno condivisi. Ma ciò che resta già oggi è qualcosa di più profondo: la consapevolezza che lavorare insieme, davvero, fa la differenza.
A sottolinearlo sono anche le parole del presidente provinciale Francesco Piovani: “Sono stati due momenti intensi e partecipati. Tutti si sono spesi e sentiti coinvolti, dando ognuno il proprio contributo. Ogni punto di vista è stato una tessera essenziale per costruire un quadro completo. Siamo tutti necessari. È anche un modo concreto per far sviluppare e crescere progetti che tutti sentono propri e che vengono pensati e realizzati dalla base dell’associazione, per i quali tutti si impegnano in maniera produttiva. E’ così che si allarga la base dell’Avis e si aumenta il numero dei donatori.”
