Ci sono esistenze che si srotolano nella quotidianità senza fare rumore, ma che lasciano un segno profondo in chi le ha incontrate.
Caterina Colosio, per tutti “Rina l’infermiera”, scomparsa ad Adro all’età di 79 anni, è stata una presenza imprescindibile. La sua vita è stata un continuo prendersi cura, un filo invisibile che ha unito famiglia e comunità nel segno della generosità.
Un volto familiare, un cuore instancabile.
Capelli raccolti, camicia bianca, maglione e pantaloni alla zuava: Rina era subito riconoscibile. Ma più ancora colpivano il suo sorriso, la schiettezza e quella battuta pronta che sapeva sciogliere ogni tensione. Era il suo modo di avvicinarsi agli altri: diretto, autentico, profondamente umano.
La vocazione oltre il lavoro.
Aveva lasciato l’ospedale di Iseo, suo paese natale, per dedicarsi alla famiglia ad Adro. Una scelta d’amore che non ha mai interrotto la sua missione. In ambulatorio, accanto al medico del paese, Rina era sempre a disposizione: a qualsiasi ora, anche nei giorni festivi. Per lei aiutare non era un dovere, ma una naturale estensione del suo essere. Accanto a lei, il marito Alberto Lancini, sostegno silenzioso e fondamentale, ha reso possibile questo instancabile dono di sé.
L’impegno per la comunità.
Il suo tempo pareva una risorsa inesauribile da tanto Rina riusciva a offrirlo a tutti. Volontaria in diverse associazioni, ha dedicato oltre quarant’anni all’Avis di Adro-Erbusco, diventando un punto di riferimento per molti.
Nel 2023 l’Amministrazione del paese aveva anche voluto riconoscere con una cerimonia pubblica il valore dell’impegno di Rina, che per lei era semplicemente vita quotidiana, ringraziandola per la costante generosità, esempio concreto di dedizione ed altruismo, una presenza che ha reso la comunità più forte e umana.
Un’eredità che continua.
Nel saluto del presidente della Sezione Avis di Adro-Erbusco Angelo Vezzoli, durante il funerale, si è fatto evidente il vuoto lasciato. Ma ancora più forte è stata la consapevolezza di ciò che resta: l’esempio di Rina. La perseveranza, l’amore per il dono del sangue, la sua schiettezza e l’affetto per le persone continueranno a vivere nella comunità.
Rina non c’è più, ma il bene che ha seminato continua a fiorire. Ed è questa la sua eredità più preziosa.

